Notizie di cronaca nelle Marche

La Regione Marche aderirà alla manifestazione organizzata per domani giovedì 7 marzo nella zona dei cantieri rimasti incompleti tra Fossato di Vico e Fabriano sulla SS 76. Ad indire la protesta le imprese creditrici, danneggiate dalla crisi della Astaldi a causa dei mancati pagamenti dei lavori Quadrilatero effettuati per oltre 40 milioni di euro. Con loro scenderanno in strada anche  i lavoratri   Impegnato a Roma in incontri istituzionali,  il presidente Luca Ceriscioli ha delegato a rappresentare la Regione il consigliere del territorio Enzo Giancarli.

“Sono oltre 40 i milioni lasciati sulla strada da Astaldi. E’ questo l’importo dei lavori fatti dalle ditte subappaltatrici non ancora pagato dalla azienda – spiega il presidente Ceriscioli –. Su questo noi abbiamo chiesto un impegno al governo. Noi stiamo dalla parte del lavoro e dei lavoratori: il resto sono bugie e chiacchiere strumentali. E’ per noi, infatti, una questione di giustizia tutelare i posti di lavoro ed auspichiamo che si possa  trovare, con l’impegno di tutti, una soluzione. Sono convinto che risolvere il problema del pagamento alle ditte costituirebbe una accelerazione per la ripartenza dei cantieri. Non c’entra con i tempi di ripresa del cantiere la richiesta di provvedere quanto prima al pagamento delle imprese creditrici. Difendere le ditte del territorio è un impegno importante per tutti”.

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Non sarà necessario stilare una graduatoria per beneficiare dei contributi stanziati dalla Regione Marche a difesa del patrimonio zootecnico dai danni causati dai lupi: tutte le 153 domande pervenute, se ammissibili dopo l’istruttoria, saranno finanziate.A fronte dei 3 milioni disponibili, sono arrivate richieste per 1,6 milioni.

Le più numerose richieste di risarcimento pervenute entro la scadenza del bando, sono quelle riferite alla provincia di Macerata che ne registra ben 88; 11 quelle pervenute da Pesaro e Urbino, 8 da Ancona, 10 da Fermo e 36 da Ascoli Piceno.  " La sommma rimanebte , una volta liquidate le richieste in regola con i requisiti- dichiara la vicepresidente Anna Casini, assessore all'agricoltura- verrà utilizzata per altri interventi di attenuazione del conflitto tra allevatoti e lupi".   

I contributi, stanziati con la sottomisura 4.4 del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 e autorizzati dall'Unione Europea, erano riservati alle aziende zootecniche (ovi caprine, bovine ed equine) delle aree montane e a quelle non montane ma ricomprese nei territori protetti (Siti Natura 2000)che avevano la necessità di difendere il proprio bestiame dagli attacchi dei lupi, animali protetti. 

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Grazie al contributo di 100.000 euro, erogato da Fondazione TIM attraverso apposito bando,  in avvio all'Università di Camerino un progetto che consentirà l’organizzazione dell’edizione 2019 della Python Summer School e l’allestimento di un laboratorio didattico  

Fondazione TIM sostiene l’Università di Camerino nelle attività di ripresa del post-sisma, rafforzandone il ruolo nella ricerca e nella didattica, tramite un’iniziativa che offre concrete opportunità di inserimento nel mondo del lavoro al bacino di utenza di Unicam.

A promuovere il tutto è stato il gruppo di lavoro della sezione di Informatica di Unicam coordinato dal prof. Flavio Corradini, unitamente ai ricercatori di e-Lios, spin off di Unicam; l'avvio del progetto che permetterà l’organizzazione della 12.ma edizione della Python Summer School e l’allestimento di un laboratorio didattico, contribuirà ad arricchire in maniera stabile le dotazioni didattiche e di ricerca della sezione di Informatica dell’ateneo.

L' edizione 2019 della scuola estiva, sarà l’occasione per integrare all’interno dei corsi di Informatica già esistenti, le competenze in “Advanced Python for Big Data and Machine Learning” nell’anno accademico 2019/2020, valorizzando  i percorsi formativi attivi.

Python è un linguaggio di programmazione emergente in ambito accademico e sempre più utilizzato dal mercato. Le esigenze di programmatori sono infatti stimate in aumento del 30% entro il 2020 e Python è tra i linguaggi più richiesti.

Grande soddisfazione è stata espressa dal Rettore dell’Università di Camerino prof. Claudio Pettinari: “Ringrazio, a nome di tutta la comunità universitaria, la Fondazione TIM per aver voluto sostenere il nostro Ateneo attraverso il finanziamento di questo progetto che prevede azioni sia sull’offerta formativa che sulle strutture messe a disposizione dei nostri studenti, per poter fornire loro una formazione sempre più specifica e professionalizzante e spendibile nel mondo del lavoro. Unicam, in questi ultimi due anni, ha saputo trasformare le criticità sorte in seguito al sisma in opportunità e la progettualità emersa dai nostri docenti e ricercatori ha evidenziato come si possa trarre il meglio in ogni occasione e quanta competenza e creatività siano bagaglio necessario in ogni ambito”.

“Abbiamo fortemente voluto partecipare al bando della Fondazione TIM – ha dichiarato il prof. Flavio Corradinidal momento che, come sottolineato anche dal Rettore, il progetto è mirato in particolare ai nostri studenti ed al loro futuro. Esso contribuisce a sviluppare competenze specialistiche in ambito di programmazione software e consente di ripristinare ed arricchire le disponibilità tecnologiche di Unicam attraverso un laboratorio che sarà presto allestito nella nuova struttura in costruzione a Camerino accanto al Polo Informatico. La capacità di lavorare in gruppo e per progetto risulta fondamentale per l’informatico del futuro, che non può prescindere dalla capacità di confrontarsi con gli altri. La proposta di problemi concreti è favorita dalle molteplici collaborazioni attive con aziende che operano nel settore ICT, e non solo, da parte della sezione di Informatica Unicam”.

Python@Camerino nasce da un bando dedicato ai progetti segnalati da persone TIM, un’iniziativa con cui ogni anno la Fondazione dà spazio all’espressione delle migliori energie dei colleghi del gruppo TIM al servizio di cause socialmente utili”, spiega Loredana Grimaldi, Direttore Generale di Fondazione TIM. “Non ci sorprende che da questo appuntamento, sempre molto partecipato, sia emersa una proposta solida, in linea con la nostra mission e insieme con lo spirito del Bando, che intendeva dare un contributo concreto per la ripresa del territorio dopo il sisma del 2016. L’eccellenza della partnership con Unicam e la visione strategica di questo progetto sapranno dare agli studenti e all’ateneo una spinta che non si esaurirà con la summer school ma continuerà a generare impatto di medio e lungo termine, caratteristica dei nostri progetti migliori”.

Il laboratorio sarà dotato di 30 postazioni Thin Client, con architettura Virtual Desktop Infrastructure, e permetterà agli studenti di accedere al proprio ambiente di lavoro per approfondire le moderne piattaforme di programmazione e progettazione del software, gestione dei dati e sicurezza informatica. Saranno sperimentate, inoltre, innovazioni nella gestione degli spazi: strumenti innovativi e nuovi concept pedagogici consentiranno un maggiore coinvolgimento degli studenti nelle attività didattiche.

La Python Summer School, una scuola estiva oramai giunta alla dodicesima edizione, attrae a livello internazionale studenti da tutto il mondo, come testimoniato dall’edizione dello scorso anno che si è tenuta propria in Unicam e che ha visto la partecipazione di trenta giovani studenti universitari provenienti da Paesi quali Germania, Argentina, Polonia, Olanda, Messico, USA, Giappone, Canada e Italia. Si tratta di una settimana di formazione, nel mese di settembre, volta a consolidare le competenze di programmazione (utilizzo di git e GigHub, NumPy, decorator, context managers, generator e parallel programming, documentazione del software, testing, ecc) e gli skill sempre più necessari in ambito informatico come la programmazione in team. Vi parteciperanno in qualità di speaker e tutor della scuola docenti di livello internazionale, riconosciuti come esperti dalla comunità scientifica.

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Ancora abbandoni di rifiuti nel territorio di Tolentino . Questa volta si tratta di materassi ma anche indumenti, siringhe e canne fumarie con parti in amianto che sono sati rinvenuti lungo le sponde del lago delle Grazie. Un altro grosso quantitativo di amianto è stato rinvenuto davanti ai cancelli dell’ex isola ecologica, nella zona piscine. Sono intervenuti anche gli addetti dell’Ufficio Ambiente e gli agenti della Polizia Locale che hanno avviato la prassi necessaria per il corretto smaltimento dei manufatti in amianto che sono stati “incamiciati” e affidati alla cura di una ditta specializzata.

A segnalare i rifiuti il consigliere delegato all'ambiente, Antonio Trombetta. Il materiale è stato rimosso anche grazie agli operatori del Cosmari.

Un fatto grave che si aggiunge ad altri episodi avvenuti una settimana fa lungo la superstrada Valdichienti. Ad aggravare la situazione il fatto di avere tra i rifiuti anche l'amianto.

GS

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Mercoledì, 06 Marzo 2019 12:53

Una via per Falcone e Borsellino

Sarà intitolata una via a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Le date individuate dal Comune di Fabriano per la cerimonia che prevede anche l’apposizione di una targa, sono quelle in cui si ricordano le stragi in cui sono morti i due giudici: il 23 maggio, che però è il giorno precedente alle elezioni e dunque probabilmente non sarà adeguata, e il 19 luglio, più probabile. La notizia è stata data dal sindaco Gabriele Santarelli in consiglio comunale ieri sera a seguito di una interrogazione da parte di Scattolini, consigliere di minoranza. 

“La richiesta risale di intitolare una via o una piazza ai due giudici risale al 2011 - ha detto il consigliere - ed era suddivisa in due punti: l’individuazione di una via o piazza già esistente e la collocazione di una targa in memoria di Francesca Morvillo e degli uomini della scorta morti nei due tragici attentati. Con la successiva amministrazione, l’ex sindaco Giancarlo Sagramola individuò una via ma sino ad oggi questa amministrazione non ha ancora mantenuto l’impegno pur avendo organizzato nel 2017 un incontro dibattito dal titolo “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, 25 anni dopo, per non dimenticare”. Pertanto chiedo al sindaco aggiornamenti sulla situazione e se sia intenzione dell’amministrazione celebrare con un evento o con un convegno l’impegno e il sacrificio fino alla morte dei due giudici”.

La risposta del primo cittadino è stata positiva e la data individuata potrebbe essere quella del 19 luglio: “Siamo venuti a conoscenza dell’impegno della giunta precedente nel momento in cui ho chiesto agli uffici di farmi una relazione rispetto a tutte le richieste che erano arrivate per l’intitolazione di piazze, vie o sale. Vorremmo dedicare un’apposita riunione di giunta a queste richieste - ha annunciato -. La strada è stata individuata ed è quella che circonda l’edificio dell’Anagrafe. Abbiamo saputo che c’è anche una donazione di un privato per apporre cartelli e segnaletica necessaria”.

g.g.

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A due anni e mezzo dal sisma del 2016, una nuova questione intricata sta interessando i gestori terremotati di B&B dell’entroterra montano delle Marche, ai quali è stata recapitata una raccomandata che richiede indietro l’una tantum di 5000 euro, concessa a chi aveva fatto domanda di contributo. La Regione Marche ne chiede la restituzione in quanto i gestori di B&B ai quali è stata recapitata la lettera, non sono iscritti ad istituti di assistenza o previdenza. In pratica per ottenere il contributo una tantum, dall’inizio si sarebbe dovuto essere iscritti ad istituti di previdenza e assistenza, ma il contributo è stato concesso a chi ne ha fatto richiesta senza attivare alcun controllo preventivo delle situazioni. Il problema nasce da qui e, entro 10 giorni dal ricevimento della raccomandata i destinatari hanno la possibilità di produrre ogni elemento utile ai fini del procedimento.

Diversi i casi di professionisti interessati ad Ussita e Visso che, pur essendo tra i più colpiti dalla crisi sismica, lamentano di non avere l’obbligo di iscrizione alla previdenza per esercitare la loro attività. Una questione spinosa che sta sollevando grande preoccupazione tra i diversi titolari di B&B le cui aspettative all’inizio sono state rispettate con la conferma dell’arrivo dei fondi a ristoro per il mancato guadagno, salvo ora vedersene richiedere la restituzione. Già nel dicembre scorso erano stati denunciati casi simili, ma evidentemente la questione ancora non è stata ben dipanata.

Del confusionario vortice normativo, si trova a fare le spese un numero ancora indefinito di gestori di strutture che rappresentano un settore strategico delle aree montane interne, ritrovatisi in un attimo senza casa e senza lavoro e che peraltro avrebbero anche grosse difficoltà a delocalizzare le proprie strutture. Scegliendo questa strada comunque complicata, per la quale dovrebbero far fronte a gravosi impegni finanziari, perderebbero infatti il diritto di accedere alle SAE e al CAS.

Una situazione definita  paradossale da Patrizia Vita, titolare di un Bed and Breakfast nella frazione di Sorbo di Ussita.

"Quando oltre un anno e mezzo fa ho fatto delle ricerche tramite il mio commercialista per capire se effettivamente presentare o meno la domanda- afferma Patrizia Vita-  chiedendo spiegazioni in Regione, a lui fu detto che avrei potuto comunque inoltrare domanda per l'una tantum.  La domanda è stata fatta e, paradossalmente, il contributo è stato erogato anche abbastanza velocemente. Ora a distanza di quasi un anno e mezzo dalla concessione del contributo,  qualche mese fa ci è stato richiesto di presentare la posizione INPS che i bed and breakfast e anche degli altri piccoli Agricoltori non sono obbligati ad avere.  Voglio precisare- aggiunge- che comunque le nostre sono delle attività commerciali a tutti gli effetti, dovendo noi emettere delle ricevute e i nostri introiti essere regolarmente inseriti all'interno del 730, sui quali ci paghiamo le tasse.Oltretutto, siamo anche penalizzati sul fatto della delocalizzazione perché dal momento in cui la delocalizzazione di un b&b viene accettata, automaticamente il proprietario si trova a perdere la SAE e il contributo di autonoma sistemazione. Ciò significherebbe che- continua Patrizia Vita-  se per consentire di  fare lavori ci vuole un anno e mezzo, per un anno e mezzo questa persona deve trovare una sistemazione che sia diversa e soprattutto pagare a sue spese;  io credo che queste piccole attività, che dovrebbero essere un po' anche il cuore delle nostre aree interne degli Appennini,  sono quelle di fatto più penalizzate e noi paradossalmente non abbiamo perso soltanto una casa  ma anche il lavoro  e ci ritroviamo a vivere , mi passi il termine, la beffa di questa operazione. Adesso, - prosegue -  io insieme ad altri colleghi di Visso e Ussita  che si trovano nella mia stessa situazione, stiamo cercando di capire quanti altri gestori abbiano ricevuto questo tipo di comunicazione, per chiarire  se dobbiamo muoverci ognuno per proprio conto,  se dobbiamo mettere degli avvocati. Di certo dobbiamo andare fino in fondo  perché quell'una tantum,  di fatto è l'unico contributo a copertura di una perdita effettivadi una casa e di un lavoro.  L' attività di b&b è legiferata a livello regionale dal bollettino per le attività ricettive; si tratta dunque di attività  registrate a livello regionale, non esistendo in Italia una legge quadro nazionale alla quale poter fare riferimento. 

 La nostra - spiega Patrizia Vita- è un'attività che si può svolgere con il codice fiscale e che non ha una sua dichiarazione dei redditi specifica.  Costi e ricavi che riguardano l'attività del b&b vanno infatti inseriti in una parte del 730 che sono crediti e debiti diversi, per cui comunque noi paghiamo regolarmente le tasse su quello che guadagniamo e non è colpa nostra  se la regione Marche prevede che non ci sia la copertura di una posizione INPS per il b&b. Il documento per accedere al contributo io l'ho madato, controllo preventivo non c'è stato, i fondi sono arrivati  e allora, se io non avessi avuto le caratteristiche tali da potervi accedere non avrebbero dovuto erogarmi i 5000 euro. Richiederli indietro dopo un anno e mezzo che noi non stiamo ancora lavorando-conclude-  è una spada di Damocle, ma forse il termine giusto è beffa"

C.C.

 

 

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"Questa amministrazione del #MoViMento, normalmente "SLOW", si trasfigura in "FAST" ogni volta che deve chiedere pegno ai cittadini fabrianesi". Inizia così la nota di polemica del consigliere di minoranza fabrianese Giovanni Balducci in merito alla decisione dell'amministrazione comunale di aumentare la tariffa della Tari. Un aumento improprio, secondo il consigliere, che avrebbe dovuto essere discusso in consiglio comunale.

"Questa volta lo hanno fatto con l'acconto della TARI, aumentando la tariffa in maniera inappropriata. Carissima (in tutti i sensi!) amministrazione del #MoViMento, bisogna che ricordiate che gli aumenti tariffari vengono deliberati in Consiglio Comunale - sottolinea - in fase di approvazione del bilancio di previsione: non ci si può svegliare un mattino con l'aforisma che 'tanto a pagare sono i cittadini fabrianesi' ed aumentare l'imposizione tariffaria e/o la fiscalità. Per di più, scusi amministrazione del #MoViMento: ma non avete sbandierato che la raccolta differenziata è percentualmente aumentata? Logica vuole che dovrebbe esserci una diminuzione dell'imposizione tariffaria". Per Balducci l'acconto richiesto ai fabrianesi non sarebbe legittimo proprio perché non è stato discusso e messo ai voti, neppure nell'eventualità che verrebbe recuperato con le quote della seconda o terza rata.

"Anche se il vostro governo nazionale ha concesso agli Enti Locali, per l'anno 2019, la possibilità di aumentare le tariffe tributarie - torna a dire in conclusione - quest'ultime possono essere incrementate nel rispetto delle procedure amministrative". 

g.g.

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Entrano nel bar della stazione di servizio, distruggono la slotmachine e in tre minutiportano via tutto il denaro.

E' successo questa notte, intorno alle 2, nel bar della stazione di servizio lungo la superstrada tra Corridonia e Morrovalle. Nonostante la presenza di telecamere di videosorveglianza e l'allarme, tre malviventi si sono avvicinati al Siriogrill passandro da un terreno retrostante e hanno rotto la recinzione. Una volta all'ingresso, hanno rotto la serratura con una pala. Due dei ladri, ovviamente con il volto coperto da passamontagna, sono entrati, mentre il terzo è rimasto fuori. Il tutto, senza curarsi dell'allarme che aveva iniziato a funzionare. Sempre con l'ausilio della pala è stata forzata la slotmachine presa di mira poi hanno asportato tutto il denaro che vi era contenuto che è ancora da quantificare. Il secondo invece è andato dritto verso il registratore di cassa e ha portato via il cassetto che però era vuoto. Poi sono fuggiti passando dal terreno da cui erano arrivati, il tutto prima dell'arrivo del titolare e dei Carabinieri che ora stanno esaminando le immagini della videosorveglianza per risalire agli autori del colpo. 
g.g.

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Da un lato qualcuno è stato accusato di aver ostacolato l’operato dell’amministrazione, dall’altro però sono in arrivo gratifiche per quei dipendenti che hanno svolto il loro dovere con serietà. Succede a Fabriano dove l’amministrazione comunale ha deliberato di mettere a disposizione 10mila euro per l’incentivazione del personale addetto al recupero dell’Ici.

Non erano dunque i dipendenti dell’ufficio tributi i destinatari della lettera che il sindaco Gabriele Santarelli aveva scritto a fine anno, accusando alcuni impiegati del Comune di personalismi e di aver ostacolato la partenza di alcune opere. 

“Nonostante tante altre mansioni si legge nella delibera - l’ufficio tributi ha continuato a svolgere l’attività di recupero dell’evasione Imu, Tares e Tari con i risultati di seguito specificati: 146 contribuenti verificati e accertati ai fini Imu e Tasi; 334 avvisi di accertamento Imu/Tasi emessi per un totale di 1.031.334 euro di cui: avvisi di accertamento Imu 975 mila e 423 euro; avvisi di accertamento Tasi per 55 mila e 911 euro; 135 contribuenti verificati e accertati ai fini Tares/Tari; 350 avvisi di accertamento Tares/Tari emessi per un importo totale di 228 mila e 300 euro».

Per la Tares, sono stati verificati 1060 solleciti risalenti al 2013, 700 sono gli avvisi di accertamento per un totale di 294mila e 300euro per il 2013; per l’anno successivo sono stati emessi 57 avvisi di accertamento, per un importo complessivo di circa 89mila euro. Per l’Ici, nel 2018 è stato redatto il ruolo coattivo per il recupero di somme non versate a seguito di accettamenti notificati nel 2009-2011: l’importo complessivo è di 33 mila e 473 euro. “Sono state verificate le posizioni di soggetti (sia ditte che persone fisiche) sottoposti a procedure concorsuali e contestuale redazione delle domande di insinuazione al passivo delle procedure stesse”.

Proprio grazie a questo lavoro, «per l’anno 2018 l’amministrazione comunale intende destinare al fondo per l’incentivazione del personale addetto al recupero dell’Ici l’importo di 11 mila e 804 euro comprensivo di oneri ed Irap, nella misura percentuale dell’8 per cento del recupero evasione Ici incassato nell’anno precedente pari a 147 mila e 555 euro”.

G.G.

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Tentato furto questa sera a Tolentino a casa di un agente di commercio. I malviventi hanno provato ad entrare nell’abitazione nonostante i proprietari fossero in casa. La coppia era a casa con i due figli quando ha sentito uno strano rumore provenire da un’altra stanza. Hanno pensato che fosse stata la loro figlia e le hanno chiesto cosa stesse facendo. Quando la bambina ha risposto che non era stata lei hanno subito capito che si trattava dei ladri che avevano già visitato l’abitazione qualche anno fa. Non appena sono saliti al piano superiore hanno scoperto che, nella stanza dei bambini, qualcuno aveva provocato un foro sulla finestra e aveva provato ad aprire la serratura per entrare. Probabilmente, i malviventi una volta che hanno sentito i padroni di casa accorgersi del rumore si sono impauriti e si sono dati alla fuga. Per entrare nell’abitazione i ladri hanno anche rotto una rete di recinzione e per questo il cane ha cominciato ad abbaiare, non destando però subito i sospetti dei proprietari. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per gli accertamenti del caso.

GS

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